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La ricomposizione corporea: dimagrire e definirsi.

Questo articolo è una semplice riflessione, che vorrei condividere con voi, su uno dei temi più controversi del mondo del fitness: il lavoro contro resistenze per le persone con problemi di sovrappeso, o per persone che vogliono dimagrire (parola che detesto se presa in maniera asettica, e che andrebbe a mio avviso sostituita con il termine “migliorare”).

In moltissime occasioni, durante il mio orario di lavoro, mi sono spesso imbattuto in una situazione di questo tipo:

“Ciao Davide, senti, vorrei una tabella di allenamento, non è che potresti preparami un programmino?”

“Certamente”, rispondo. A questo punto anche se mediamente ho già inquadrato la situazione, chiedo che tipo di obiettivo hanno.

Risposta consueta: “beh, devo dimagrire!”.

Eccoci arrivati a un bivio:

  • Fare quello che il cliente vuole: il che si traduce in una tabella di allenamento, che preveda interminabili sessioni di cardio, con una piccola parentesi di lavoro con sovraccarichi.

    cardio
    Figura 1. Sessione di cardio comune: tapis roulant.

Oppure:

  • Mettere le carte in tavola, e con sincerità provare a esporre il mio pensiero e proporre il mio metodo di lavoro in questi casi.

Vale a dire:

“Io ti farò lavorare anche con i pesi. Sappi che questo, può comportare anche un aumento del tuo peso corporeo, tuttavia si tratta di un aumento salutare ovvero di massa magra. Quest’ultima avrà un transfert assai benefico e durevole, sia nel tuo percorso a breve termine di ricomposizione corporea, sia nel tuo stile di vita”.

Poiché il sottoscritto è un dipendente di una struttura sportiva, e poiché come ogni dipendente devo rendere sempre conto dell’affluenza dei clienti e della loro soddisfazione nell’allenarsi da noi, se una persona mi chiede un programma di allenamento per dimagrire, la suddetta persona deve rimanere soddisfatta.

Bisogna a mio avviso essere chiari.

Io credo nel lavoro con i pesi anche in fase di dimagrimento, per una serie di ragioni, tra cui:

  • Miglioramento della composizione corporea.

  • Effetto positivo dei pesi sul consumo energetico a riposo.

Il lavoro con i pesi, permette al soggetto di diventare una sorta di “macchina a combustione”,  un sistema che consuma anche quando suddetto soggetto, se ne sta spaparanzato sul divano a guardare la sua serie tv preferita.

Vi mostro adesso, in uno schema estremamente semplificato, quello che posso considerare uno scheletro delle mie tabelle in caso di ricomposizione corporea:

  • Si inizia l’allenamento con il lavoro con i pesi, nella prima parte di questa fase dell’allenamento è intensa e costituisce il 60% del workout.

  • Si conclude la sessione di allenamento con del lavoro aerobico per intaccare le riserve adipose.

Di seguito, uno degli esempi che porto spesso in sala pesi.

“Pensate a 2 macchine: una Ferrari testa rossa, e una Fiat 500. Bene! Accendete il motore di entrambe e lasciatele in folle per qualche ora… quale è la macchina che a parità di tempo ha consumato di più?”

Questo bel esempio però non basta. Quante volte, mi sono trovato dinnanzi a questa situazione: “Davide ho un problema, mi vedo meglio, mi sento più forte e più in forma, però il mio peso sulla bilancia non è calato come volevo io, anzi! Sono pure aumentato/a. Dobbiamo cambiare allenamento.”

Siamo (o meglio, sono!) di fronte a un altro bivio:

  • Per la legge de “il cliente ha sempre ragione”.

    Si modifica la tabella, riducendo il lavoro con i pesi a qualche 3×20 (“perché le alte ripetizioni fanno dimagrire” cit.) e inserendo un ultra maratona di cardio. Ecco che il soggetto allenato, sicuramente otterrà una perdita di peso ma di che qualità?  Il soggetto potrebbe ottenere molto di più, in termini di qualità, seguendo lo scheletro di cui sopra.

    cardio vs weights
    Figura 2. L’immagine mostra la differenza delle due atlete che hanno una diversa preparazione atletica. Il maratoneta di tipo aerobico, lo sprinter mista pesi

Oppure, come faccio sempre:

  • Cerco di spiegare il mio punto di vista.

    In sostanza cerco di imporre (lo so è un termine un pò duro) il mio credo, il mio metodo di lavoro, le mie idee. So che se mi comporto come penso sia giusto operare, darò al mio cliente qualcosa di più che un semplice calo di peso, do alla persona che ho davanti una possibilità concreta di migliorare se stesso nel lungo termine. Perché questo fa, secondo il mio parere, il lavoro con i pesi… Ti migliora.

Cerco altresì di esporre questo concetto con qualche altro esempio. Quello più gettonato è quello dell’oro e del rame.

“Ho davanti 1 kg di oro e 1 kg di rame, pesano entrami la stessa unità ma il valore è assai differente”.

Quello che cerco sempre di esprimere quando si parla di dimagrimento o ricomposizione corporea è di non guardare sempre e solo la bilancia: “Siete molto più importanti del numero che vedete in quello strumento! Andate oltre”.

Osservate voi stessi, nei vostri progressi in allenamento (miglioramento della prestazione/carichi/nella capacità di sopportare intensità progressive) ma sopratutto guardatevi allo specchio. Ecco l’unico strumento realmente utile se non avete possibilità di fare un esame impedenziometrico o di usare un plicometrico.

Ragazzi/e lo specchio (a meno che non sia utilizzato in palestra per fare vedere la gente più ”spessa”) non mente. Siete voi.

Ritorniamo quindi ai kg in più sulla bilancia. Le persone spesso sono intrappolate in un parossistico paradosso:

  • Sto meglio.
  • Mi sento più forte e più agile.
  • Faccio meno fatica nelle attività quotidiane.
  • La mia postura e migliorata.
  • Il giro vita si è finalmente ristretto e allo specchio mi vedo bene, più tonica/o e atletica/o.
  • Sono più attivo/a.
  • Ho migliorato la mia massa muscolare e dunque la mia composizione corporea.
  • Ho aumentato la mia autostima e ho reso migliore il mio stile di vita.
  • Tuttavia! Ho notato che il mio peso sulla bilancia è aumentato, bisogna cambiare scheda.

Questo ultimo punto dunque, annulla tutti i benefici sopraelencati.

Se siete intrappolati qui dentro, vi invito a uscire da questo impiccio. Pensate in grande non limitatevi ai numeri della bilancia, guardate a voi stessi, e soprattutto abbiate fiducia in chi vi fa lavorare anche con i pesi. Spiegare un back squat, una panca, uno stacco, una girata, necessita impegno e voglia di mettersi a vostra disposizione. Farvi appoggiare il fondo schiena su una cyclette, o abbandonarvi per due ore su un tapis roulant non costa nulla.

Scusate questo articolo/sfogo, ma “d’addetto ai lavori” volevo provare a condividere con voi il mio pensiero.

Ricordatevi un ultimo punto che ad onor del vero è il primo della lista: curate l’alimentazione, facendovi seguire da un professionista del settore. Il “come” mangiamo riveste un importanza fondamentale quando si parla di allenamento.

Buona ricomposizione corporea a tutti/e !

About Davide Salvini

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