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Colesterolo: facciamo chiarezza

Il colesterolo è una delle vittime dei tanti “attacchi mediatici” degli ultimi anni. La popolazione mondiale deve stare attenta a uova, carne e quant’altro per assicurarsi arterie pulite. Ma è realmente così semplice la questione? Cos’è il colesterolo e quando diventa davvero un pericolo?

Colesterolo

Il colesterolo è un tipo di grasso, che contrariamente a quello che si pensa, non solo è vitale per l’uomo, ma noi stessi ne produciamo un tot al giorno tramite un processo detto “biosintesi“.

Questo avviene perché il nostro organismo lo necessita. Infatti, la sua produzione influenza, tra le altre cose, il processo di digestione, poiché viene impiegato nella produzione della bile, partecipa alla produzione di vitamina D ed è un componente essenziale delle membrane cellulari, di tutte le cellule animali, in particolare di quelle nervose.

Inoltre si suddivide in due tipi:

  • Colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins), conosciuto come “cattivo”.  E’ una lipoproteina a bassa densità deputata a trasportare il colesterolo alle cellule. Se si accumula nelle arterie aumenta il fattore di rischio di arteriosclerosi e di malattie cardiovascolari.
  • Colesterolo HDL (High Density Lipoproteins) conosciuto come “buono”. Rimuove il colesterolo dalle arterie per reindirizzarlo al fegato, dove viene metabolizzato.

Il colesterolo, introdotto attraverso la nostra alimentazione, influenza in bassissima percentuale il livello totale di questo grasso nel sangue (che si aggira sui 150 mg), ovvero la colesterolemia. Pertanto, a livello alimentare, quello che si deve fare è seguire una dieta sana, che comprenda un consumo non eccessivo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi (carne grassa, latte intero e derivati), prediligendo invece quelli ricchi di grassi insaturi come ad esempio, il pesce azzurro, che incrementano la produzione del colesterolo HDL.

A questo punto, vorrei soffermarmi sull’aspetto alimentare, per fare chiarezza su uno in particolare, degli alimenti “demonizzati”, in quanto “la causa suprema” della formazione del colesterolo LDL: le uova.

In realtà, si tratta di un alimento ricco di proteine nobili, quindi ad alto valore biologico, tuttavia composto dal 10% di grassi, in particolare nel tuorlo. La colesterolemia generalmente è sollecitata dal colesterolo dietetico, ma in maggiore percentuale dal consumo di grassi acidi saturi. Le uova sono un alimento particolare, perché a differenza dei comuni alimenti ricchi di questi grassi e contemporaneamente ricchi di colesterolo, hanno una quantità maggiore di quest’ultimo e sono relativamente povere dei primi. Quindi hanno un effetto minore sulla percentuale di colesterolo. Infatti il 70% dei grassi di questo alimento sono le lecitine, le quali sono indispensabili per mantenere l’elasticità delle arterie (si, lo so, sembra una barzelletta).

Inoltre, grazie ad una ricerca dell’ Università di Sidney, si è dimostrato che un consumo regolare di uova non è legato in alcun modo all’aumento di LDL nel sangue, anche in pazienti a rischio cardiaco, come i diabetici di II tipo. Lo stesso ricercatore, Dott. Nich Fuller del Charles Perkins and Boden Istitute, ha dichiarato, che dallo studio è emerso, a dispetto di quanto sostenuto sino ad ora, che il consumo di uova regolare non incide negativamente sulla nostra salute anche se consumate in una dieta “high-protein“.

Come già detto, quello che ingeriamo, incide in minima parte sulla colesterolemia. Quindi, come informa il nostro stesso Ministero della Salute, si possono consumare 2-3 uova intere a settimana, compresi gli alimenti derivati come la pasta fresca.

E’ infine utile sapere che le uova sono ricche di vitamine, come la B1, per la trasmissione degli impulsi nervosi e la D per consentire al calcio di fissarsi alle ossa. Sono anche ricche di sali minerali come lo Zinco, necessario per il buon funzionamento del sistema immunitario.

Vi chiederete a questo punto, quando è che il colesterolo diventa pericoloso per la nostra salute, o meglio, come, lo diventa.

Ebbene, una volta fatti gli esami del sangue, essi potrebbero aver evidenziato uno squilibrio nel livello totale di colesterolo, quindi nell’LDL e nell’HDL. Questo dipende dal fatto che LDL, deputato a distribuire il colesterolo alle cellule, è catturato da delle cellule “speciali” che lo depositano sulle pareti delle arterie formando delle placche, creando una vaso costrizione e quindi il pericolo di infarti o ictus.

In questo caso è doveroso prendere delle decisioni, insieme al nostro medico. Generalmente, si consiglia un dietologo per creare un dieta ad hoc che aiuti a stimolare la produzione di HDL per “purificare” le arterie.

In alcuni casi, invece, il colesterolo alto dipende da un fattore ereditario, più in particolare da una malattia ovvero l’Ipercolesterolemia Familiare.

L’ ipercolesterolemia familiare è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Si tratta di una malattia causata da una particolare alterazione genetica che produce un eccesso di colesterolo nel sangue. Esistono due forme principali di ipercolesterolemia familiare: la forma eterozigote e quella omozigote.”¹

E’ una malattia che colpisce nel mondo circa 1 persona su 500. Il sospetto si infonde nel medico se LDL nel sangue supera i 190mg/l o ci sono disturbi cardiaci precoci. A quel punto richiede un test genetico per verificare la presenza o meno di difetti, che possono colpire il gene del recettore per le LDL od altri geni coinvolti nella regolazione del metabolismo di questo lipide.

Ad oggi esistono terapie farmacologiche o interventi simili alla dialisi per depurare il sangue dall’LDL (per approfondire andate al link http://www.associazioneanif.it/).

Che cosa ne deduciamo? Che il bombardamento mediatico è costituito da informazioni da prendere sempre con “le pinze”. Approfondite ed informatevi sempre.

Non dimenticatevi che l’unica regola da seguire nell’alimentazione è quella di variare spesso ciò che si mangia. E nonostante le controindicazioni di qualche alimento, non banditelo dal vostro regime o per lo meno prima verificate i pro ed i contro. Questo, su siti ufficiali o che comunque ne abbiamo il riferimento.

 


Fonti

¹ http://www.associazioneanif.it/

2 http://sydney.edu.au/news-opinion/news/2015/08/04/eggs-given-thumbs-up-for-people-with-type-2-diabetes.html 

https://it.www.wikepedia.org

http://www.fondazioneveronesi.it/

 

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