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L’importanza dell’allenamento

L’argomento “allenamento” è sempre meno ricorrente in ambiti come quello delle palestre, in cui dovrebbe essere stradiscusso. Eppure le mode odierne hanno rivolto i riflettori verso altri spunti di confronto.

Questo non sarà un articolo tecnico, ne tanto meno scientifico. Questa premessa è d’obbligo, poiché parliamo di una serie di riflessioni del tutto personali.

Di fatto, questo breve scritto sarà una serie di riflessioni personali sul “come è cambiato il mondo della palestra” oggi rispetto a quando ho iniziato io. Cosa è cambiato (dal mio puto di vista) oggi rispetto al “fare palestra ieri”. Quali erano gli argomenti principali di ieri e quali, a mio giudizio, dovrebbero essere quelli di oggi.

Mi spiego meglio.

Quando iniziai palestra, a 16 anni, cercai di raccogliere quante più informazioni possibili per poter intraprendere al meglio la mia “carriera muscolare”. In generale, quando si inizia una nuova attività con la passione del principiante, ci si trova in quello che io chiamo “stadio della spugna”, una fase dove si assorbe tutto: consigli, pareri, opinioni, credenze e (falsi) miti.

All’inizio ascoltavo il parere dei body builder più anziani delle palestre che stavo frequentando, cercavo di captare nozioni su allenamento e nutrizione. Nozioni spesso infarcite di frottole: i carboidrati alla sera non andavano mangiati, le alte ripetizioni servivano per la definizione, i dolori muscolari erano causati dall’acido lattico, esistevano solo pollo e tonno come fonti proteiche, si dovevano fare almeno 6 pasti al giorno e soprattutto, dovevi mangiare entro la mezz’ora dalla fine del workout per non rischiare di “annullare” tutto l’allenamento (il mitico nutrient timing).

No carbs after 6

Poi beh, poi c’erano loro: le proteine in polvere… “Se vuoi diventare grosso devi prendere le proteine”.

E’ chiaro che, nella situazione in cui ero io, tutto ciò mi appariva ridicolmente verosimile. Io dopotutto ero un ex obeso, divenuto secchissimo, che entrava in palestra per la prima volta. Quelli che mi davano consigli erano culturisti esperti. “Avevano ragione loro”, pensavo all’epoca. Tutti questi falsi miti venivano suffragati dal bombardamento mediatico che riviste, internet e letteratura americana, offrivano ogni giorno.

Iniziai ad assumere proteine, a informarmi su integratori, sulle diverse tipologie di aminoacidi, spendevo soldi per acquistare prodotti verso i quali serbavo speranze di crescita miracolose, e soprattutto mi allenavo… così così. Zero focus, zero tecnica, solo spostamento dei pesi.

All’inizio le cose andavano bene a dire la verità, ma non perché io fossi un mostro di genetica o perché tutti quegli integratori servissero realmente, semplicemente il mio corpo era passato da uno status di “tabula rasa”, a un “faccio palestra”. In soldoni si era verificato un adattamento. Quanto è stupefacente il corpo umano, tu gli dai uno stimolo e quello si adatta… Almeno per un po’.

Poi ad un tratto: stop, fine della favola!

Quei rapidi adattamenti cessano. Io continuavo, ancora e ancora, allenandomi e integrando allo stesso modo nella speranza che miracolosamente qualcosa potesse cambiare. Nulla. Il nostro corpo è così, o gli si dà una buona ragione per modificarsi e adattarsi, oppure esso fa quello che ogni organismo sul pianeta Terra compie ogni giorno: ricerca l’omeostasi (“l’attitudine propria degli organismi viventi a conservare le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne dell’ambiente tramite meccanismi di autoregolazione”1).

Passano gli anni e finalmente qualcosa cambia, arriva lei, “la gaia scienza”.

Finalmente studiosi, medici e scienziati, dedicano all’allenamento, alla nutrizione e all’integrazione più attenzione di quella che avevano dedicato a questi concetti sino a ieri.

Si scoprono nuovi orizzonti, in pochi anni, grazie anche a internet, giungono dei concetti innovativi alla coscienza del “palestroide medio”: indice di massa corporea, doms, tecnica corretta, propriocezione, catena cinetica, macronutrienti…

Quest’ultimo concetto a mio avviso rivoluziona tutto.

Si scopre che non conta più il numero dei pasti, il tempo in cui essi vengono assunti e altre frottole. Al nostro corpo interessa solo il totale. Non gliene frega nulla se mangiate all’1 del mattino o alle 5 del pomeriggio, no a lui interessa il quanto.

Oggi l’ho capito. Tutto l’universo della palestra, tra la fine del novecento e inizio degli anni 2000, ruotava attorno all’integrazione: anche se ti alimenti bene, ma non integri, non cresci. Frottola assurda.

aminoacidi
Se ti dicessi che queste non servono a nulla se raggiungi giornalmente e settimanalmente i tuoi macronutrienti?

Come spesso accade, la soluzione, quando si incontra un errore, è quella di agire in maniera uguale e opposta al problema stesso.

Negli ultimi anni ho notato un ricco rifiorire di teorie-articoli sull’alimentazione. Non so se questo fenomeno si sia palesato anche ai vostri occhi, ma oggigiorno, in qualsiasi luogo reale e virtuale in cui si discute di palestra, il primo argomento è sempre l’alimentazione. Ricette di tutti i tipi, foto di colazioni, foto di pasti… Tutto molto bello.

Ecco. io sono il primo a riconoscere l’importanza fondamentale del corretto alimentarsi (potete approfondire leggendo il nostro articolo “L’alimentazione, tanto semplice quanto incompresa”).

Senza questo approccio i risultati non arriveranno. Oggigiorno potete calcolare i vostri macronutrienti in numerosissimi siti internet e stillare un vostro piano di marcia. Troverete ricette di ogni sorta, tra cui molte riguardo ai dolci proteici (di cui io stesso vado matto).

La mia domanda, tuttavia, è la seguente: ma l’allenamento dove lo mettiamo?

Altrimenti, come dice il mio caro amico Pietro (Un ragazzo che seguo tutt’ora a distanza), “Non è che se mangi solo riso e pollo ma non ti alleni, diventi un culturista”. Ecco, sono d’accordo con lui al 100%.

Vorrei che si tornasse a parlare un po’ più di allenamento, questa è la mia speranza. Sui siti, nei blog, in palestra. Stiamo perdendo di vista il succo centrale del discorso. E qui, ritorno indietro di qualche passo.

Sono partito, infatti, con una pesante critica al fare palestra “dei miei tempi” (Che brutta frase!), ma non era tutto da buttare via. Anzi.

Se dovessi trovare qualcosa di interessante nei vecchi metodi è proprio questo: le metodiche e la semplicità di certi protocolli. Schemi di serie o ripetizioni vecchie come il sole, ma che funzionano ancora oggi per il semplice motivo che erano tecniche tramandate e provate sul campo, ogni giorno, per anni. Erano più scientifiche quelle metodiche che tutte le leggende su dieta e aminoacidi.

La gente faceva l’8-6-4, il 4-6-8, il 4×8, il 3×12, le super setPerché funzionavano e funzionano tutt’oggi.

La vita di tutti i giorni è un guazzabuglio di complicazioni, lavoro, famiglia, liti, soldi, cuori infranti. La palestra dovrebbe essere un luogo sicuro, in cui andare per un’ora a fare cose semplici e funzionanti!

Si tratta solo di contestualizzare certe metodiche al sapere di oggi. È questa la chiave del successo, è questa la vera sfida. Un 4×8, con la tecnica corretta, con il giusto setting, con il giusto focus (tutti argomenti balzati agli onori della cronaca solo recentemente), è efficace tanto quanto (se non di più) qualsiasi protocollo arzigogolato che possiate sperimentare.

Questo articolo ha un breve e semplice intento: Vuole essere un consiglio al ritorno alla semplicità e al dibattito circa l’allenamento.

Soprattutto, cercate (e qui mi rivolgo a tutti gli appassionati come me) di fare cose semplici in palestra. Non fatevi ammaliare dalla novità del momento, dal metodo super innovativo. Fate quello che è sempre stato fatto, adattandolo però, alle conoscenze che avete oggi e che potete facilmente trovare sui libri o su internet.

Oggi, a distanza di anni, c’è una frase che molto spesso mi torna in mente: “Se potessi tornare a 16 anni con le conoscenze che ho ora su allenamento e nutrizione…chissà quanto tempo prezioso avrei risparmiato”. Se anche voi vi siete posti questo quesito, vuol dire che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Cercate soprattutto di trovare la vostra strada. La miglior tabella di allenamento, molto probabilmente, è quella che ancora non è stata scritta. Non esiste. O meglio, esiste per ogni singolo soggetto.

L’istruttore di sala, un personal trainer o qualunque soggetto a cui vi affidate per il vostro percorso in sala pesi, può darvi l’incipit. Ma poi dovete trovare voi quello che funziona per il vostro corpo. Personalmente, sono strafelice quando una persona che seguo mi dice: “Davide, questa cosa non funziona su di me”. Vuol dire che quella persona ha fatto il salto di qualità. È andata oltre la tabella di allenamento. Sta imparando a conoscere il proprio corpo.

Ritorniamo a fare cose semplici e ritorniamo a parlare un po’ di allenamento (E meno di ricette senza zucchero). Parliamone dove volete: in palestra, con gli amici/che, su internet… e perché no? Su questo sito.

Vi stiamo aspettando per discutere di quel tizio che fa un 4×8 alla panca scott!

Buon allenamento a tutti/e!

 

1 https://it.wikipedia.org/wiki/Omeostasi

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