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Il carico nell’allenamento: il peso del nostro ego

Diamo il giusto peso ai pesi. Non sempre alzare carichi sempre più pesanti è una buona idea. Non facciamo il passo più lungo della gamba.

Questo articolo può essere utile ai principianti, eppure sono sicura che molti veterani che “vivono” in palestra non si sentiranno esclusi da questo mio ammonimento.

Contesto: Palestra piena, le classiche gare a chi si accalappia prima i macchinari, chiacchiere (sempre troppe). Un tipico pomeriggio affollato, durante l’orario “post-lavorativo” di un qualunque giorno feriale.

Entra la stragnocca di turno e parte la corsa verso l’ultima sezione della rastrelliera (quella dei manubri più pesanti). I manubri dai 2 ai 10 kg, come per magia, si smaterializzano, i più abili riusciranno anche a riporli al loro posto senza farsi sgamare. Volano dischi sui bilancieri come se si stesse giocando al lancio dell’anello al Luna Park. Ed ecco che si aprono le danze, il più penoso degli Harlem Shake.

Bambino pesi
Ecco cosa vede la ragazza.

Movimenti scomposti, che facilmente potrebbero causare fratture con la stessa caratteristica, urla di dolore (in buona parte anche sincere probabilmente). E le chiacchiere? Per miracolo, dileguate negli ultimi eco della porta d’ingresso che si richiude alle spalle della povera ragazza (ma anche preda va bene eh). A dirla tutta penso che il fiato non sarebbe comunque bastato, l’ossigeno non sa più dove andare per limitare i danni. Insomma, un tripudio di testosterone e incoscienza.

Possiamo definire l’allenamento di questa giornata inutile nel migliore dei casi, nocivo nel peggiore.

Insomma, la descrizione di una scenetta come tante per dire che, non sempre alzare i carichi è una buona idea.

E’ vero che nel sollevamento pesi un aumento del carico è il giusto approccio per progredire nel proprio percorso. Ma questo deve essere commisurato alle proprie possibilità e non deve mai andare oltre!

Come dice sempre il mio compare Davide: “Il peso è il mezzo e non il fine”. Alzare una mole esagerata vi condurrà inevitabilmente a compiere un movimento scorretto, totalmente privo di tecnica e quindi inutile. Va da sé, detto ciò, che il rischio di farsi male sarà davvero alto.

caduta bilanciere
Ad esempio, così.

Quando scegliamo i dischi per eseguire uno Stacco da terra, ad esempio, dobbiamo valutare il giusto peso che ci consenta di sostenere il bilanciere durante tutto l’arco del movimento, ricordandoci che dovremo riuscire a risalire mantenendo le corrette curve fisiologiche della schiena, in quanto, saranno le gambe a darci la giusta spinta per risalire e non il bacino. Dunque, se metto su, per dirne una, 70 Kg, riuscirò a non incurvare la schiena per tutte le 10 ripetizioni di ciascuna delle 4 serie che devo eseguire?

Se la risposta che vorreste darvi è sì, ma sotto-sotto sapete che non è vero, mettete da parte l’orgoglio e abbassate il carico. Pensate, piuttosto, ad eseguire il movimento con una tecnica ottimale, facendo lavorare a pieno regime i muscoli che devono essere coinvolti, senza scomodarne altri che non saprebbero come aiutarvi nello Stacco da terra. Più l’esecuzione si avvicinerà alla perfezione, maggiore sarà l’efficacia del vostro allenamento. Per approfondire l’argomento di consiglio di leggere il nostro articolo “La connessione mente-muscolo”, di Davide Salvini.

Al contrario, invece, se le “zavorre” che avete scelto saranno causa di una pessima esecuzione, di una postura scorretta e di un grande sforzo, tutta la vostra fatica sarà stata vana. Quando il muscolo non regge uno sforzo eccessivo, sono le ossa e i tessuti connettivi i primi a pagarne le conseguenze.

stacco da terra

E’ un po’ come se in ufficio vi propinassero una pratica che va oltre le vostre competenze e foste costretti a declinarla al vostro superiore. Lui avrà un surplus di lavoro che magari non sarà nelle condizioni di gestire e il vostro contributo sarà stato nullo e avrete perso tempo prezioso.

Ultimamente mi è capitato spesso di parlare con alcune new entry che, con evidente imbarazzo, mi hanno confessato di aver utilizzato manubri da 2 Kg e di essersi sentite delle “schiappe”.

A tutti quelli che si sentono chiamati in causa voglio chiedere: Ma davvero pensate che gli altri siano partiti direttamente con i manubri da 10 Kg?

Esattamente come voi, anche gli “animali da palestra” non sono nati forti e muscolosi come li vedete ora. Altrimenti che la pagano a fare l’iscrizione?

Non avete nulla di cui vergognarvi, i 2 Kg sono il punto di partenza. Molto presto arriverete ai 4 e poi ai 6 e così via.  Partendo subito con i 4 per orgoglio, oltre che eseguire movimenti scoordinati e poco attenti, sembrando quindi davvero ridicoli questa volta, rischiate di non arrivare mai a usare i 6, perché per mesi, non avrete fatto lavorare i vostri muscoli come avrebbero dovuto, aka non li avrete allenati.

Il consiglio che voglio darvi è questo: Quando vi trovate faccia a faccia con piastre e rastrelliere, ricordatevi che la competizione non è con gli altri, ma con voi stessi. Per battervi non potete partite da una condizione di svantaggio rispetto a quella della vostra nemesi.

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