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Yoga o Pilates: la scelta tra l’apparire ed il “sentire”

Yoga e Pilates, discipline così uguali all’apparenza eppure così diverse nella realtà. Scopriamo cosa le distingue e quali sono le loro caratteristiche.

yoga o pilates

Il Pilates

Una pratica che implica movimenti di stretching dinamici, profondi, atti ad ottenere un fisico più definito, attraverso sequenze in cui si lavora ogni muscolo del corpo. Chi si avvicina al Pilates, normalmente, ricerca un miglioramento dal punto di vista sia fisico che mentale. Infatti, associandolo idealmente allo Yoga e quindi ad una disciplina orientale, si pensa sia un mezzo per ritrovare “la pace interiore“.

E’ invece utile per riequilibrare la postura e per chi soffre di dolori articolari.

Fatto in concomitanza con altri sport, aiuta a migliorare le proprie performances, grazie all’allungamento muscolare e alla maggiore flessibilità.

Lo Yoga

Per quanto riguarda la “pace interiore” possiamo parlare dello Yoga. Esso è completamente un mondo a sé, non si tratta di uno sport ma di una filosofia di vita.

Spesso ci si avvicina a questa disciplina con lo stesso intento del Pilates, migliorare la propria forma fisica. Questo senza sapere che lo Yoga è tutt’altro che un mezzo per definire addome e gambe.

Gli asana, ovvero le posizioni assunte durante la pratica, sono movimenti dinamici da compiere al passo con la propria respirazione. Sono sequenze fluide in cui si ha una maggiore consapevolezza di noi stessi e del nostro corpo grazie al respiro. Senza accorgercene, stiamo comunque lavorando ogni muscolo del corpo, in particolare l’addome per la sua funzione di stabilizzazione.

Dopo il primo impatto, è probabile che vorrete seguire una nuova lezione e poi un’altra ancora. Forse la vostra attenzione sarà stata catturata e starà quindi a voi approfondire l’argomento.

Verrete così a conoscenza del Prāṇāyāma, ovvero gli esercizi di respirazione, quindi di riflesso della meditazione. Un termine così sfruttato nel linguaggio comune (inteso come pensare) che si è perso il significato dell’atto stesso. Spesso capita di stereotipare lo Yoga, immaginando persone nella classica posizione del Buddha (la posizione del Loto) a gambe incrociate, probabilmente considerando la cosa superficialmente, non se ne comprende la funzione e si finisce per scartare a priori la possibilità di intraprendere questo percorso.

buddha

Lo yoga ti mette di fronte a te stesso in un modo nuovo.

Meditare

Una volta capito il funzionamento, la meditazione è un momento da concedersi nella solitudine, cercando un posto dove gli unici rumori siano preferibilmente quelli della natura, altrimenti anche un ambiente della propria casa, il più silenzioso possibile. Si chiudono gli occhi e ci si concentra sulla respirazione mettendo in atto proprio tutti gli esercizi fatti su di essa. Saranno 10 o 20 minuti assolutamente liberatori, provare per credere.

Se volete approfondire il discorso della meditazione e dello Yoga in generale, vi consiglio di leggere l’articolo “I benefici della meditazione” di Sara Bigatti (insegnante certificata di Yoga).

In conclusione, avrete dedotto già da soli quanto queste due discipline tanto accomunate non siano poi così uguali. Come ho anticipato nel titolo, la scelta dipende da voi e da quello che state cercando. Entrambi portano una miriade di benefici, tuttavia lo Yoga, come ho esposto sopra, non è solo esercizio fisico, ma bensì la scelta di “abbracciare” una filosofia e un’arte antichissima.

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