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L’allenamento psicologico: uno contro tutti

Non sarà il solito articolo oggettivo. No, questa volta voglio toccare la sfera personale, rivelandovi che l’allenamento più duro, sarà quello psicologico.

uno contro tutti

A coloro che si sono iscritti da poco in palestra voglio dire due parole. Non mi rivolgo a chi ha pagato il mensile perché è finita l’estate e ha intenzione di resistere fino alle feste natalizie. Non mi rivolgo a chi vuole entrare nel vestito del matrimonio per poi recuperare mesi di dieta e ore di sudore rovinosamente sul buffet (congratulazioni a proposito). Non mi rivolgo a quelli che “Iniziano lunedì”. Mi rivolgo a chiunque si sia guardato allo specchio e abbia scorto la parte migliore di sé, il proprio potenziale. Sto parlando con chi, nel proprio riflesso, ha trovato una vera ragione per stare meglio, con chi ha voglia di appassionarsi a un’attività che richiederà dedizione e volontà. Voglio mettere in guarda queste persone, l’attività che state per intraprendere vi chiede molto, ma vi darà anche di più e il rischio è quello di innamorarsene.

Siete convinti, volete lavorare seriamente sul vostro corpo, per essere più sani, più prestanti, per sentirvi meglio, per piacervi di più, e volete farlo fino in fondo.

In questo stato mentale vi renderete conto di essere potenti, scoprirete di essere capaci di fare molto più di quanto abbiate creduto fino a quel momento. Con il tempo e la costanza arriveranno i primi risultati e ne vorrete sempre di più.

Col cuore in mano, per esperienza vi consiglio di muovervi con cautela e cercare sempre di razionalizzare, perché arrivati a questo punto correte il rischio di inciampare sul “Vaso di Pandora”.

Ci siete dentro, arrivano le prime rinunce. “Stasera non bevo, sto cercando di darmi una regolata”. “Raga questa volta per la pizzata passo, vi raggiungo dopo cena”. “Domani non posso, devo andare in palestra”.

Ecco che parte il countdown verso i primi attriti. I vostri amici probabilmente si sentiranno messi da parte. Alcuni forse, a meno che non condividano la vostra stessa passione, proveranno a scoraggiarvi o vi scherniranno.  Potrebbero dirvi anche che non ne avete bisogno perchè siete già magri e belli, che lo fate a fare? (Personalmente, ritengo questa l’affermazione più irritante di tutte)

Vi sentirete dire che siete cambiati, che vi state fissando. Appena pronuncerete la parola “palestra” seguiranno sbuffi e occhiate al cielo.

Non arrabbiatevi, fate piuttosto un viaggio introspettivo. Chiedetevi se ciò che state facendo vi fa stare bene o se lo fate perché “va fatto”. Chiedetevi se è una passione o una dipendenza. Chiedetevi se quelle rinunce non vi pesano affatto o se vi frustrano sotto sotto.

Se avete risposto B a tutte le domande forse siete caduti in un brutto circolo ossessivo. A quel punto vi consiglio di fare un passo indietro, allentare la presa e rivedere la scala delle priorità personali.

Coloro invece, che ne traggono solo giovamento mentale e fisico hanno un compito anche più arduo.

Sappiate che non smetteranno mai di giudicarvi, etichettarvi, sminuirvi e scoraggiarvi. Che sia per invidia o per gelosia (che in questo caso sono due concetti ben distinti), darete loro motivo di dare aria alla bocca.

A volte, purtroppo, sono proprio le persone più vicine a colpire nel segno e l’importanza che hanno per voi potrebbe condizionare il vostro punto di vista. Vi faranno dubitare di voi stessi e delle vostre scelte. Non serbategli rancore, semplicemente non possono capire.

Continuate ad allenare il vostro fisico e a nutrirlo tramite una dieta sana. Ma affiancate un nuovo training, l’allenamento psicologico o, come preferisco chiamarlo io, l’allenamento del “Ma sti cazzi?”.

Quella che avete scelto è la vostra strada, non fate male a nessuno, no, neanche a voi stessi, come probabilmente hanno provato a farvi credere. Continuate a percorrerla a testa alta, siate fieri di ciò che siete e di ciò che state facendo, perché, per una volta, avete scelto di fare qualcosa per voi.  Non dovete spiegazioni a nessuno.

Non sarà facile far fonte alle critiche, ma con il tempo finirete di costruire la vostra corazza. Una corazza fatta di sicurezza e autostima. Sia per i risultati raggiunti sul piano fisico, sia per la costanza di tirare avanti nonostante la maggior parte dei vostri amici abbia remato contro la vostra impresa.

Siate però consapevoli di questo: Non sarete mai arrivati dal punto di vista fisico perché vorrete sempre migliorare, troverete sempre nuovi spunti, nuove ispirazioni, nuove aspirazioni. Il cammino diventerà sempre più ripido andando avanti, le sfide sempre più ardue. Ma in proporzione il senso di realizzazione sarà altrettanto grande. Quasi sicuramente non direte mai “Adesso sono al top!”. Il che è anche un bene, questo tarlo aiuta a preservare l’umiltà. Ma ogni volta che metterete un piede fuori dalla palestra vi sentirete appagati, perché avrete fatto qualcosa in più rispetto a ieri. E vi sentirete vivi.

Ricordatevi che allenare la forza muscolare è fondamentale per “spingere di più”, ma per andare avanti a testa alta è sulla forza d’animo che dovrete lavorare perché, affronterete gli altri, ma soprattutto voi stessi.

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