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Intolleranze: Sopravvalutate o sottovalutate?

La distinzione tra intolleranze e allergie sembra essere sempre più labile nella cultura popolare, eppure si tratta di due problemi nettamente differenti.

A chi non è capitato di conoscere persone con intolleranze al glutine, al lattosio ecc. Persone che “grazie dell’invito però non mangio prodotti caseari, carne, pesce e uova”.

intolleranze

Se ci fate caso negli ultimi anni c’è stata una crescita esponenziale di persone intolleranti, infatti basta dare un’occhiata ai banchi del supermercato per trovare file e file di prodotti “free” che aumentano a vista d’occhio.

Probabilmente questo genere di prodotti risulta più sano al consumatore, l’allergia al glutine ed ai latticini sembra quasi un trend; le persone ne hanno mangiato per millenni apparentemente senza ripercussioni.

Forse parte della confusione, deriva dal fraintendimento dei termini “intollerante” e “allergico”.

Le allergie

Chi è allergico, ha una reazione ad un determinato allergene (una proteina presente nell’alimento a rischio) poche ore dopo l’assunzione dell’alimento (a volte anche dopo qualche giorno) si andrà ad attivare il sistema immunitario che, tra le altre cose, provoca la produzione di anticorpi che a loro volta rilasciano sostanze chimiche da cui derivano vari sintomi che includono vomito, sfoghi cutanei, gonfiore labiale e problemi respiratori. Le allergie alimentari sono normalmente ereditarie e spesso si presentano durante i primi anni di vita.

Le intolleranze

Le intolleranze alimentari comportano invece sintomi di vario genere che implicano un leggero disagio (dolori addominali, gonfiore e flatulenza, nausea, diarrea ecc.) ma che sovente si risolvono in alcuni giorni. A differenza delle allergie, esse non coinvolgono il sistema immunitario ma il metabolismo.

La confusione cresce perché spesso sono auto diagnosticate. Dopo ore davanti al PC su “Google”, si inizia ad andare per tentativi, ogni sintomo ha una causa. Alla fine di questo bel pomeriggio abbiamo deciso di essere intolleranti a qualcosa.

“Benché circa una persona su tre ritenga di essere “allergica” a certi alimenti, l’allergia alimentare ha un’incidenza effettiva intorno al 2% della popolazione adulta. Nei bambini, il dato sale al 3-7%, anche se, nella maggior parte dei casi, l’allergia viene superata con l’età scolare.”[1]

Naturalmente non intendiamo dire che non esistano davvero persone che ne soffrano, anzi, comprendere meglio l’argomento significa anche tutelare quella parte di popolazione che rischia gravi conseguenze nel mangiare qualcosa a cui è allergico. L’allarmismo che si è creato, determina anche una sottovalutazione del problema reale.

Inoltre una volta che eliminiamo un alimento piuttosto che un altro, senza alcun parere medico, dovremmo fermarci a riflettere su ciò a cui stiamo rinunciando per ciò che riguarda il nostro regime alimentare.

Un esempio abbastanza semplice e comune: il latte di mucca ed i prodotti derivati.

Bere meno latte non significa solo aumentare il consumo di thè o di spremute d’arancia, ma significa che andremo ad assumere meno calcio e soprattutto andremo a diminuire notevolmente l’apporto proteico. Sostituirlo significa esserne coscienti e comprare con altrettanta coscienza un valido sostituto. Il latte vegetale in commercio ad esempio, ad eccezione di quello di soia, è povero di proteine e spesso ricco di zuccheri aggiunti. Il latte di  soia (di cui però non si può escludere per alcuni un’eventuale allergia), rimane tuttavia un buon sostituto con un buon apporto di proteine e grassi buoni, l’importante è controllare che sia integrato con del calcio. Ricordate che quest’ultimo è fondamentale per lo sviluppo ed il mantenimento salutare delle nostre ossa e dei nostri denti, soprattutto per i bambini e per le donne in menopausa.

Probabilmente gli alimenti “gluten-free” ci danno anche l’idea di essere alimenti migliori qualitativamente ed utili a perdere peso. Se si iniziano a tagliare alimenti con glutine e si ha anche una perdita di peso è più che plausibile. Non fatevi ammaliare. Fare dei cambiamenti nella nostra dieta implica che ne avremo altri su noi stessi, seppur temporanei. Per esempio, una persona che non è abituata a fare colazione ed improvvisamente decide di farla può dare per scontato che ci saranno variazioni di peso. Questi cambiamenti daranno una scossa al metabolismo (potete leggere il nostro articolo “Dieta self service o dal professionista?” che approfondisce quanto la reale perdita di peso/grasso non sia così immediata).

gluten free

Non focalizziamoci su cosa va di moda ora, comprare questi prodotti particolari non vuol dire necessariamente comprare prodotti migliori. Focalizziamoci invece su quelli che noi consideriamo sintomi di un’intolleranza. È davvero così? Non cerchiamo su Google, ma andiamo a prenotare una visita da uno specialista. Come abbiamo detto qualche riga fa, Le intolleranze o allergie sono problemi da prendere sul serio, anche per tutelare chi ne soffre davvero. Questi ultimi sono spesso vittime di una sottovalutazione del reale problema a causa di una cattiva informazione. Questi soggetti rischiano la vita in caso di reali e gravi allergie, dunque prestiamo sempre attenzione

[1]” Le allergie e le intolleranze alimentari”, http://www.eufic.org/

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