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Acido lattico, davvero è la causa dei dolori post-allenamento?

Mi ritrovo a distinguere due effetti poco piacevoli, conseguenze di allenamenti intensi: l’acido lattico e i meno conosciuti, di nome ma non di fatto, DOMS.

La scelta dell’argomento di questo articolo mi è stata dettata parola per parola da sentimenti di profonda sofferenza. Forse a puro scopo informativo, forse nella disperata ricerca di solidarietà da parte del lettore.

Per rendere più concreta l’esperienza, intendo ricreare la tipica situazione del giorno successivo all’allenamento.

Immaginatevi di svegliarvi nel vostro letto, caldo, morbido e accogliente, i raggi del sole che filtrano dalla tapparella e il cinguettio degli uccellini vi suggeriscono che fuori c’è una bellissima giornata che vi aspetta, avete programmato una bella passeggiata con gli amici, se ci fosse una colonna sonora sarebbe questa.

Quale momento migliore per dire “Buongiorno” a questa situazione idilliaca? Vi apprestate ad alzarvi, con un movimento rapido e poco accorto tentate di portare una gamba verso il bordo del letto… Buongiorno un corno! Fitte da ogni dove, dolori che legano i vostri arti come se aveste passato la notte su un ring e aveste pure perso. Vi rassegnate quindi all’idea che la sola cosa in cui potreste avere successo oggi è un casting per la nuova serie di The Walking Dead. E’ in questo istante che siete indotti a imprecare verso il povero acido lattico.

DOMS e Acido lattico

Notizia dell’ultima ora, ve la state prendendo con il dolore sbagliato.

L’acido lattico infatti, è una sostanza prodotta dal metabolismo, associato al lavoro muscolare in condizione di assenza di ossigeno, si innesca quando, durante un esercizio fisico intenso la frequenza cardiaca supera l’80% (per i non allenati) ed il 90% (per i più allenati) della frequenza cardiaca massima.
In presenza di ossigeno, il nostro corpo riutilizzerà l’acido lattico per fornire altra energia. Esso rimane in circolo per un arco di tempo che va dai 30 minuti a massimo 2/3 ore.

A cosa dobbiamo attribuire perciò questi dolori che ci angosciano le 24 ore successive all’allenamento?

Ebbene, il responsabile è l’Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata, per gli amici DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness). Per definizione, trattasi di micro-lacerazioni del tessuto muscolare causate da un importante sforzo anaerobico di tipo eccentrico (durante il movimento il muscolo produce forza, allungandosi), seguite da una risposta infiammatoria. Si accusano i primi indolenzimenti già dopo 8/10 ore dallo sforzo. Il picco si presenta solitamente 24 ore dopo e generalmente si protrae per 48 ore, ma può arrivare anche a 72.

DOMS e Acido lattico

Ci tenevate davvero a quell’appuntamento con i vostri amici, quale rimedio per questa tortura?

Sono state messe in discussione diverse soluzioni:

  • Stretching;
  • Integrazione alimentare;
  • Farmaci anti-infiammatori;
  • Ultrasuoni;
  • Riscaldamento pre-esercizio;
  • Esercizio leggero;
  • Integrazione con glutamina e arginina;
  • Ghiaccio o doccia fredda;
  • Caffeina;
  • Amminoacidi;
  • Stimolazione nervosa;
  • Consumo extra di acqua;
  • Massaggi;
  • Sali di magnesio;

A mio avviso le uniche soluzioni efficaci consistono nell’avere pazienza e spirito di sopportazione. Qualche giorno e i nostri muscoli saranno rigenerati e pronti a sostenere un nuovo allenamento!

Gli agonisti (nei quali, grazie ad un fisico più allenato, questa percezione è meno frequente), concepiscono il DOMS quasi come un premio per il duro lavoro svolto. Eh sì perché, sebbene non sia la più piacevole tra le sensazioni, è un segnale di crescita muscolare. Il nostro tessuto lacerato, nel giro di pochi giorni sarà rigenerato più forte e resistente di prima e ogni volta, anche un poco più voluminoso grazie al fenomeno della Supercompensazione (risposta fisiologica allo stimolo dell’omeostasi da parte dello stimolo allenante).

Vi starete chiedendo se sia giusto allenarsi durante questo periodo. Ci sono pareri contrastanti al riguardo. Alcuni sostengono che allenare le parti doloranti a causa del DOMS non implichi alcun danno.

Il mio punto di vista si incontra con quello della maggioranza, infierire sulle microlesioni non farebbe che prolungare i tempi di rigenerazione. Vi consiglio piuttosto di concedere al vostro muscolo qualche tempo di convalescenza. Allenate invece altri gruppi muscolari. Se le vostre pene sono concentrate sulle gambe, il giorno successivo allenate il dorso e le spalle, i bicipiti e i tricipiti, il petto o l’addome. Ma comunque non mollate.

Se siete determinati a raggiungere i vostri obiettivi sappiate che dovrete spesso fare i conti con questa “agonia”, rassegnatevi quindi e zoppicate sempre con orgoglio e a testa alta!

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